Crescere all’americana
Il dipartimento del Commercio americano ha annunciato ieri che il pil è cresciuto del 3,2 per cento nell’ultimo trimetre del 2013, percentuale che equivale a un miraggio per chi attraversa il deserto economico dell’Eurozona e una testimonianza della capacità di reazione degli Stati Uniti. I sedici giorni di shutdown dello stato hanno rosicchiato via qualche decimale, ma i consumi sono cresciuti al 3,3 per cento (miglior dato degli ultimi tre anni) mentre la crescita media del 2013 è attorno al 2,7 per cento, dalle parti di quel 3 per cento raggiunto l’ultima volta nel 2005, in era pre-crisi.

Il dipartimento del Commercio americano ha annunciato ieri che il pil è cresciuto del 3,2 per cento nell’ultimo trimetre del 2013, percentuale che equivale a un miraggio per chi attraversa il deserto economico dell’Eurozona e una testimonianza della capacità di reazione degli Stati Uniti. I sedici giorni di shutdown dello stato hanno rosicchiato via qualche decimale, ma i consumi sono cresciuti al 3,3 per cento (miglior dato degli ultimi tre anni) mentre la crescita media del 2013 è attorno al 2,7 per cento, dalle parti di quel 3 per cento raggiunto l’ultima volta nel 2005, in era pre-crisi. Anche la caduta stagionale fra il terzo e il quarto trimestre, causata dagli acquisti per rifornire i magazzini, è stata contenuta, segno che la crescita dei consumi è sostenuta da una base solida. La Fed aveva previsto esattamente queste percentuali di crescita per il 2013 e, del resto, è stata l’aggressiva politica monetaria della Banca centrale a creare le condizioni per raggiungere l’obiettivo. Janet Yellen arriva al timone della Fed quando la strada del “tapering”, la riduzione degli stimoli, è già segnata e la crescita conferma che il percorso è sostenibile. Ma non di solo pil vive la crescita. Il mercato immobiliare registra una leggera flessione, mentre è dalla discrepanza fra la crescita economica e quella occupazionale che arrivano i segnali più preoccupanti: le richieste di sussidi per la disoccupazione sono in aumento, il bacino della forza lavoro si restringe e il dato del 6,7 per cento sbandierato da Barack Obama nel discorso sullo stato dell’Unione racconta una mezza verità.